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mercoledì 13 febbraio 2013

Quando l'imbarazzo è una colpa

Che Berlusconi sia un personaggio quantomeno imbarazzante è cosa nota, ma non è questo il luogo per discutere di politica. Vorrei invece parlare dell'orrido siparietto ai danni (danni. sì, danni.) della ragazza di GreenPower.
Se non l'avete ancora visto, ma ne dubito, potete trovarlo qui.
Mentre lui, tutto tronfio nel suo umorismo pecoreccio che ha trasformato da difetto a cifra stilistica incalza con battute di scadente e pessimo gusto, la ragazza, in preda ad un evidente imbarazzo, abbozza.
Ride nervosamente, risponde cercando di riportare il discorso nei ranghi, senza successo.
Mi ha ricordato quella volta in cui Vespa ha commentato in diretta il decolletè della scrittrice Silvia Avallone.
A seguito dell'episodio ho letto svariati commenti e post in cui questa poveretta veniva ingiustamente descritta come 'lusingata' dai 'complimenti' (complimenti???) dell'ex Premier e  in cui le si dava addosso per la scarsa indignazione. Molte hanno sostenuto che, trovandosi nella stessa situazione, a Berlusconi gliene avrebbero dette quattro. Che non si può continuare a tollerare un sessismo così spudorato e umiliante, che è ora che le donne si rendano conto e si ribellino.
E fin qui, niente da dire.
In linea teorica, tutto giusto.
Ora però vorrei che vi immedesimaste in una donna alla quale succede qualcosa del genere, e posso dirvelo perché a me è successo. Più di una volta, purtroppo.
Vorrei dirvi che sono stata la paladina della pari dignità dei sessi, ma mentirei.
Innanzitutto, la società, in particolare quella italiana, ha tremendamente diluito i confini di quello che qui chiamerebbero sexual harrassment.
Siamo passionali e pecorecci da sempre, in fondo. Noi donne siamo drammaticamente abituate a sentire la gente fischiare per strada, siamo consapevoli che se indosseremo una minigonna potremmo ottenere attenzioni non desiderate, abbiamo imparato a sdrammatizzare invece di reagire.
Viviamo nella sciocca pretesa che un comportamento tollerante e quasi cameratesco verso un certo tipo di commenti e azioni possa rendere quel ridere di noi, quello scherzare su di noi, a un ridere con noi, scherzare insieme.
Forse non c'entra nulla, ma mi viene in mente l'immagine della ragazzina popolare alle scuole medie,
quella che ride sguaiata insieme ai 'maschi' e non fa un dramma se viene palpeggiata alla fine della lezione di educazione fisica. Anzi, ride. Tira fuori il dito medio, si comporta come un maschio, come se quella noncuranza rispetto all'intimità rubata sia un punto di forza. Cosa credi di fare. Sono invulnerabile.
Ci insegnano, o ci autoconvinciamo che, in qualche modo, connivenza è accettazione da parte del branco.
Non ce ne rendiamo conto, ma sono regole sociali ormai radicate.
A guardare Berlusconi, e tanti altri come lui, sembra che ormai il sexual harrassment sia quasi un intercalare culturale.
In realtà è quello che vogliono farci pensare loro, gli uomini che non rispettano le donne. E le donne che non rispettano se stesse, senza nemmeno accorgersene.
Mi ricordo quella volta in cui ero in vacanza in America, camminavo verso il bar di un locale affollato e al mio passaggio ho sentito un commento irripetibile. In Italiano.
Con la coda dell'occhio ho visto due quarantenni abbronzati, modello Natale a Miami, che mollemente adagiati su un divanetto commentavano ad alta voce, convinti di non essere capiti, le ragazze che passavano.
Due coglioni, e una scena di una tristezza infinita.
Avrei voluto dirgli qualcosa come 'siete patetici, smettetela di fare commenti da adolescenti davanti al primo film porno e chiedetemi immediatamente scusa.'
Chissà, forse se l'avessi detto con sufficiente convinzione me l'avrebbero pure chiesta.
Ma mi sono sentita in imbarazzo, e ho avuto paura. Perché ero da sola.
Quando uno dei due ha detto: 'oh, attento che prima o poi un'italiana che ci capisce la trovi!' mi sono girata e ho risposto 'l'hai trovata.'
E sono andata via.
Molto pentita, di non essere riuscita a difendere la mia dignità.
Mi ricordo un altro episodio, e per questo riesco ad essere molto solidale con la ragazza di GreenPower.
Lavoravo come hostess ad un grande evento, pieno di VIP.
Avevo vent'anni, i VIP mi facevano effetto, che vi devo dire.
Ero molto contenta di lavorare lì.
Ad un certo punto mi si è avvicinato un attore italiano piuttosto famoso, e mi ha chiesto qualcosa riguardo all'evento. Poi si è avvicinato al mio orecchio e, di nuovo, ha sussurrato - posso ancora sentire il calore di quel fiato e l'umidità della sua lingua - qualcosa di davvero imbarazzante.
Cosa pensi in quel momento?
Pensi: Dio mio, che schifo.
Pensi anche: non posso dire niente a nessuno, perché le parole non sono molestie. Non è che mi ha messo una mano sul culo o palpato le tette.
Pensi: che devo fare?
Pensi: quello è un attore famoso, ed è uno schifoso.
Pensi: se vado dalla mia responsabile e glielo dico, quella liquida la questione con un 'oh, sì, quello lo fa con tutte, non ti preoccupare'. Ma non sono preoccupata, sono offesa. Offesa nel senso di lesa. Solo che non riesco ad elaborare appieno questo pensiero.
In quel momento credo ancora di avere qualche responsabilità.
Di avere colpa.
E sapete quale colpa credo di avere?
Quella di prendermela così tanto. Di dare peso. Di sentirmi umiliata. Di sentirmi ferita.
Non è assurdo, che il dolore possa essere percepito come una colpa?
Perché 'oh, sì, quello lo fa con tutte, non ti preoccupare'. Minimizzare. Oh, quanto si minimizzano le molestie, di qualsiasi genere. E' una difesa anche quella.
E' la società del non-fa-niente, del 'a-bellaaaaa gridato per strada come un complimento, della miglior battuta di un comico italiano che è ahò-c'hai-un-sito-da-paura-te-lo-posso-cliccà detto al culo di una ragazza, dei tanga del Bagaglino in prima serata, degli annunci di lavoro per sole donne in cui si richiede la bella presenza, del sii-gentile.
Ci ho vissuto molto, in quel tipo di società, che forse è solo una fetta ma ha uno stile pervasivo e fortemente pubblicizzato come vincente.
Mica Berlusconi è solo un omuncolo viscido con quintali di soldi. Oh, no. Lui ce l'ha fatta perché è lo specchio esatto di un certo tipo di persone, e al tempo stesso aspirazionale per tanti altri.
Soldi, donne, arroganza, teatralità, nessun rispetto delle regole e della legge, potere.
Ne ho visti tanti, di piccoli Berlusconi in erba.
Erano quelli con la Mercedes a ventun anni e il tavolo in discoteca tutti i weekend, pieno di ragazzine che si chiudevano in bagno a pippare e fare gare di sesso orale.
Quando vivi in un sistema del genere, tutto ti sembra normale.
Se non stai al gioco, non trovi un ruolo nel gruppo.
In misura più piccola, ho visto cose simili anche in ufficio. Battutine stupide, commenti sull'abbigliamento, momenti di imbarazzo.
Tollerati, condivisi con una risata.
Soprattutto, socialmente accettati.
Perché quello che dovrebbe far indignare non è la scarsa reazione di una ragazza messa in difficoltà davanti a centinaia di persone. Sono proprio quelle persone, gli spettatori. Quelli che, invece di fischiare quel povero mentecatto, si sono fatti una bella risata.
Oggi sarei diversa.
Oggi, probabilmente, a quell'attore italiano gliene direi quattro.
Ma sono passati tanti anni, e sono arrivata alla consapevolezza di dover difendere la mia dignità molto dopo.
Perché non ci pensi.
Perché non credi sia messa a rischio, finché non inizi a indignarti per qualcun altro.
E allora capisci che la misura è colma.




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132 commenti:

Cristina ha detto...

Ti cito:
Perché quello che dovrebbe far indignare non è la scarsa reazione di una ragazza messa in difficoltà davanti a centinaia di persone. Sono proprio quelle persone, gli spettatori. Quelli che, invece di fischiare quel povero mentecatto, si sono fatti una bella risata.

E' esattamente quello che ho pensato io!

mammamanager ha detto...

grande donna!

La Ely ha detto...

Che strano. Io questo mondo lo vedo in televisione, ma, grazie a Dio. non l'ho mai vissuto sulla mia pelle.
Non che sia un cesso, ma in effetti all'unico "'a bbbona!" che mi è stato tirato dietro per strada quand'ero adolescente ho risposto con "mettiti gli occhiali!!".
Non frequento un'umanità sboccata, non sono mai stata oggetto di molestie verbali o fisiche.
Forse per questo mi pare così assurdo Berlusconi ed il suo seguito.
Forse per questo mi disgusta e non lo comprendo.
Il femminismo non c'entra nulla, ma solo il buon gusto ed il rispetto. Che non hanno nè sesso nè età.
Ancora mi indigno, ancora ti indigni anche tu, perchè abbiamo dei valori. I valori non sono altro che una bussola di riferimento per capire sino a dove ci si può spingere senza ferire.
La Società occidentale odierna li ha persi di vista, soprattutto i più giovani..e quindi si ride alla battute del Berlu o a quelle del bagaglino e ti danno della snob se a te invece fanno solo rabbrividire.

Fra ha detto...

Condivido il tuo post... condivido tutto... ne volevo scrivere anche io, ma penso mi limiterò a linkare il tuo post :)

Peggy Lyu ha detto...

Io penso che la signora della GreenPower non ha detto niente perchè non poteva. Era davanti ai riflettori e macchine fotografiche e sotto gli occhi dei suoi capi, poteva forse mandare a cagare Berlusconi? No. E penso che tu abbia ragione a dire che bisogna difendere la propria dignità. E sminuire certi commenti è totalmente sbagliato. Si tratta comunque di molestie, per quanto siano solo parole e non palpate etc. Dobbiamo avere più rispetto di noi stesse e pretendere rispetto dagli altri uomini e donne che siano. Molestatori o semplici spettatori.

Anonimo ha detto...

PSSST refuso "se indosseremmo..." ;)

Anonimo ha detto...

perchè questi comportamenti non siano abitudini, modi consueti accettati, anzi additati come "i migliori" servono anche post come quello che ho appena letto!

mamma con i tacchi ha detto...

Carissima, capisco bene quello che dici. Quando ti capitano certe cose, non sempre sei pronta a dare allo stronzo di turno una risposta pronta e puntuale. Giocano molto sul momento. Anche a me è capitato. Quella che ricordo con maggiore amarezza è stata quando sono andata a un corso di formazione organizzato dal Comune dove lavoravo (a progetto!!!) e il Segretario Comunale (non un impiegato qualsiasi) mi ha rotto per tutto il giorno: complimenti, sorrisini e poi frasi sempre più allusive. Alla fine mi ha messo in imbarazzo anche con la direttrice del mio ufficio (la chiamava continuamente per avere maggiori informazioni su di me). Cosa ho fatto? Niente. Solo dopo, a mente fredda mi sono venute in mente tutte le risposte che avrei voluto dirgli, ma nel momento black out completo.

Elavantin ha detto...

"Le donne che non rispettano se stesse, senza nemmeno accorgersene". Mi pare una frase perfetta. Deve partire da noi purtroppo, sono le vittime che possono cambiare le cose, non certo mai i carnefici. Difficile? In genere il difficile è iniziare. Perchè i condizionamenti culturali e psicologici sono la cosa più difficile da affrontare al mondo. Temo che ancora non sia giunto il momento per questo inizio, mannaggia a loro e mannaggia a noi!!!

Francesca ha detto...

Brava è proprio così, quel vergognoso e il suo successo, politico soprattutto, sono il frutto della nostra società... ci rispecchia... purtroppo, come pensano in tanti, ce lo meritiamo.... ed è anche colpa delle schifezze che ci ha propinato per anni sui suoi canali. Ma a noi poveracci che questo modo di vivere ci ha sempre fatto schifo, quanto dobbiamo sopportare ancora... IO NON ME LO MERITO!!!! Sai, la ragazza sarebbe diventata una specie di simbolo se avesse risposto a tono, ma capisco anche che non deve essere facile in quella situazione, nella azienda dove lavori, davanti a tutti.... ma sarebbe stata una grande... come al solito, i peggiori sono quelli che ridevano, invece di protestare...

MadreCreativa ha detto...

Purtroppo sono episodi a cui Berlusconi ci ha già abituati! Il problema è che la gente dimentica troppo in fretta e che ci ritroveremo ancora tante di queste tristi scene quando tornerà a governare!

Marta ha detto...

forse sul momento non ha avuto la prontezza di spirito, ha reagito poi facendo sapere come la pensa attraverso i giornali

http://247.libero.it/focus/24651527/4/angela-bruno-rettifica-le-battute-di-berlusconi-solo-imbarazzo/

http://tg.la7.it/politica/video-i665869

e al pubblico presente che si è messo a ridere che vogliamo dire? razza di scemi, vorrei vedere se sul palco c'era la vostra moglie/figli/sorella se avreste riso!!!

Mallory ha detto...

Parole sacrosante.
Spero che questo post abbia successo e venga letto da molti.

Salvietta ha detto...

Grazie Chiara. Sono convinta che l’indignazione per questo spaccato di avanspettacolo cui si assiste in Italia (con troppo frequenza) non abbia nulla a che fare con rivendicazioni femministe: l’Italia è all’80esimo posto del Gender Gap, un indice che viene diramato dal World Economic Forum, e che sta a significare che la profonda misoginia italica ha delle gravi ripercussioni sul tutto il Paese.
Un paese vecchio,stantio, lontano dal resto d’Europa dove, davanti ad una battuta così vergognosa, il pubblico avrebbe abbandonato la sala, donne e uomini in eguale misura.

Piperpenny ha detto...

Condivido ogni singola parola.

Anonimo ha detto...

Grazie, sono d'accordo con te. E aggiungo che è un dispiacere che certe cose quando salgono all'attenzione dei più sia solo per simpatia/antipatia politica. Da donna, per quanto tuttaltro che simpatizzante con la destinataria, mi ha punto nel vivo anche la battuta di Neri Marcorè alla Carfagna (domenica scorsa durante la copertina di Ballarò). A maggior ragione perchè mi sono resa conto che siamo talmente abituati a questo modo di fare che a cadere nel tentazione di fare la battuccia scontata sono proprio tutti, anche le persone che ritenevi educate ed intelligenti.

Arianna Pand ha detto...

Lui è un povero cretino e, permettetemi di dire che, anche gli altri dirigenti li sul palco con loro sono stati dei coglioni conniventi! Lavoro per un'azienda multinazionale e sono davvero stufa di essere derisa per la nostra situazione politica. Non vi dico cosa è stato il periodo Bunga Bunga e quanto siamo stati presi per il culo ad ogni riunione.

Claudia ha detto...

Del tutto d'accordo, non c'è che dire. Anzi, lo dico: sono fortunata -ad ormai 40 anni e mezzo- a non avere mai davvero sperimentato qualcosa di disgustoso, vuoi perchè di carattere non stavo zitta manco a vent'anni; vuoi per puro c...aso, vuoi perchè nelle città medio-piccole del nord (non a Milano!) non è che passi del tutto indenne dalle critiche se sei un maschio-becero.
Non so, probabilmente è anche il caso che ti porta dalle persone perbene negli ambiti dell'esistenza, ma non DOVREMMO essere tutti perbene? :-(

Brunhilde ha detto...

Temo che ci vorranno generazioni prima che quest'atteggiamento passi finalmente di moda. Ma ci vorrà molto, moltissimo impegno, specialmente da parte di noi madri, per educare delle generazioni di gentiluomini. Spero che l'Italia non si ripieghi un'altra volta su se stessa, e che i nostri connazionali più giovani, girando per il mondo, prendano esempio.
Per adesso, però, sono abbastanza pessimista.

Halfway ha detto...

Ci credi se ti dico che sono 10 anni che esco senza gonna, senza trucco e senza tacchi quando sono da sola?
"Una come te non dovrebbe andare in giro da sola" detto alle otto di sera, al buio, da due persone che ti camminano contro e tu sei sola, e hai il piumino lungo al ginocchio. Mi è andata bene tante volte, perchè corro veloce, spero che sarà sempre così. In questo paese siamo meno libere che in altri, qui veniemo pestate, umiliate, licenziate di nascosto, da altre parti succede lo stesso, alla luce del sole. Ora io posso anche fare a meno di mettermi una gonna, non è questo il problema, ma nn posso più tollerare certe situazioni. Vivo e lavoro in un mondo di uomini e mi sono dovuta trasformare in un'acida arpia per non soccombere e farmi rispettare. Ora mi sono rotta e sono stanca di sentirmi in pericolo e vado a vivere in un paese più civile. L'UKlandia

Daniela ha detto...

Vivo a Londra da 5 anni, lavoro in uno studio con 5 uomini: 2 ragazzi, gli altri tre sulla cinquantina andante. MAI mi sono sentita offesa o in qualche modo trattata diversamente per il fatto che sia l'unica donna.
Ricordo due anni fa, andammo a Roma a trovare un cliente (una nota organizzazione sportiva a cui noi stavamo facendo il re-branding). Una sera, mentre si era tutti a cena fuori, rimasi scioccata dalle battute agghiaccianti dei manager alle loro addette marketing, che, di risposta, ridevano e cercavano di buttarla sullo scherzo. Io ero imbarazzata per le ragazze, il gruppo di uomini manager continuavano senza vergogna, e i miei colleghi inglesi non capivano una pippa di quello che veniva detto in italiano.
In quel momento mi son vergognata del mio Paese, e ho pensato che ormai avevo varcato quella linea per cui non sarei piú potuta tornare a lavorare in Italia, e rischiare di trovarmi in questo tipo di situazioni. Spero di sbagliarmi, ma scene come questa che descrivi rinforzano tutt'oggi - ahimé - la mia convinzione.

Valex la ranuncola ha detto...

Finalmente una donna che la pensa come me. E' facile a parole criticare e far credere che al posto di quella donna ci si sarebbe ribellate. Ho letto di tante super donne che avrebbero tirato schiaffi, risposto per le rime e lasciato il palco. Io credo che sarei rimasta paralizzata dallo schifo che c'era intorno. Davvero vorrei vederle ad una ad una nella stessa situazione! E poi da non sottovalutare il fatto che lei stava lavorando, non era al bar con gli amici...

Waiting ha detto...

A 10 anni mi è capitato di un uomo che senza motivo mi ha messo una mano tra le gambe: sono rimasta immobile nonostante mia madre mi dicesse sempre di gridare forte
A 15 anni mi è successo di sentirmi dire con fare minaccioso
"Per farmi questa mi farei anche 10 anni": ho avuto paura, sono stata zitta e son scappata via.
Dopo qualche anno di disturbi alimentari e qualcun altro in terapia adesso saprei come reagire.

IsabelC. ha detto...

Grazie per questo post! Molte donne si saranno trovate e si trovano quotidianamente in situazioni spiacevoli come questa. Il finale della intervista su Vanity Fair di Gianna Nannini, la dice tutta

Anonimo ha detto...

Ho più di 40 anni e ne ho viste e sentite tante.... non sono bellissima, ma non sono nemmeno brutta.... quando avevo 20 anni uscivo in minigonna e se mi guardavano le gambe e facevano commenti ero contenta.... pensavo.... IO PIACCIO! Ora esco con i pantaloni e siccome ho un seno prosperoso mi vesto forse troppo... perchè mi vergogno e non mi piace metterlo in mostra.... e se qualche uomo fa battute sul mio seno sono in imbarazzo e divento rossa come un peperone.... ma ora rispondo per le rime.... qualche anno fa avevo un lavoro con contratto a termine, il capo del personale mi ha chiamata nel suo ufficio e dandomi il suo numero di cellulare mi ha detto: "SE VUOI CHE TI RINNOVI IL CONTRATTO CHIAMAMI.... USCIAMO A CENA E POI....." Io l'ho insultato e sono uscita dal suo ufficio urlando e dandogli del porco, la sua segretaria mi ha vista e sentita, ma non ha fatto nulla. Logicamente non sono uscita a cena con lui ne sono andata con lui al dopo cena.... logicamente ho perso il lavoro.... e dopo aver indagato e dopo averlo raccontato in giro ho saputo che era sposato, che aveva dei figli, ma che lo faceva con le donne più carine e qualche mia collega per non perdere il lavoro ha accettato.... ha perso il fidanzato (che è venuto a saperlo) ma ha ottenuto un contratto a tempo indeterminato! Dopo la mia "denuncia" è venuto fuori che c'era anche "quello" che si occupava dei maschi.... e molti maschi eterosessuali, per 1.000 euro al mese si sono calati i pantaloni.... pur di non rimanere disoccupati.... viviamo in un mondo che fa schifo, dove molti sono disposti a tutto.... ma io no! F.

Anonimo ha detto...

Se non sbaglio non c'è una "legge" che riguarda la violenza sulle donne che dice che se una donna ha su i pantaloni e viene violentata non è violenza. Certo è più difficile sfilare dei pantaloni che alzare una gonna.... ma sempre violenza rimane o no???? chi pensa queste cose è sicuramente un "piccolo" uomo..... M.

Leyla ha detto...

Non posso che darti ragione su tutta la linea,ed è triste che ancora viviamo in una società dove tutto questo è accettabile.
Ho vissuto a Londra e là nessuno si permetterebbe mai di gridare dal finestrino apprezzamenti alla ragazza di turno,qua invece il tutto viene giustificato con."eh ma noi siamo uomini,è normale!"

Si parla tanto di pari opportunità,ma in Italia è solo un sogno.Le donne sono spesso viste come pezzi di carne ed è considerato socialmente accettabile fare commenti di questo tipo,provarci con la ragazza dell'ufficio sentendosi magari pure fighi.

Only a storm in a coffee cup

El_Gae ha detto...

Concordo con chi si arrabbia con il pubblico più che con la povera ragazza che, evidentemente sperando che la questione abbia fine, cerca inutilmente di dare il contentino a Berlusconi (che invece peggiora man mano che passano i secondi). Credo che serva il coraggio di sapersi indignare ancora, da parte di tutti.

hottanta... ha detto...

Bella e condivisibile riflessione. Aggiungo solo che noi madri e padri (non dimentichiamoli questi padri!) dobbiamo lavorare non solo sui futuri "gentiluomini" ma anche sulle future pulzelle. Cominciando a non farne mini-lolite ipersessualizzate precocemente.

Anonimo ha detto...

Grazie, davvero!
Miriam

Velma ha detto...

Ho letto il tuo post.
Come d'altra parte leggo anche gli altri.
Questo però l'ho letto lentamente.
Poi l'ho anche ri-letto.
Sai, per essere sicura.
E infine mi sono presa il lusso di riflettere.
Che oggi riflettere è un lusso.
Ho pensato che un quadro di parole così lucido sull'argomento non lo avevo mai letto/ascoltato.
Mi permetto di aggiungere che se all'imbarazzo si somma la buona educazione siamo fritte. In ogni caso l'unica via di fuga possibile è auto-imporci delle "prescrizioni" su modo di vestire, luoghi da frequentare, attività da svolgere, ecc.
Se questà è vita!

Daniela Benedetti ha detto...

Sono arrivata al tuo blog grazie alla mia carissima Fra, che ha commentato poco più su, e quoto in toto. :)

Anonimo ha detto...

Brava Chiara, grazie per questa riflessione.
B. è un essere disgustoso, ma è anche squallido il comportamento dell'azienda in cui lavora la ragazza. Avrebbero dichiarato che la signora si era sentita "onorata" di quelle attenzioni. Poi, smentiti dall'interessata, le avrebbero rimproverato di non aver apprezzato l'"innocuo siparietto". B. è la punta di un iceberg, rappresenta la mentalità di una parte della società, intrisa di ipocrisia, mancanza di rispetto ed educazione, prepotenza, volgarità, ignoranza. Educhiamo le nostre ragazze ad essere spiritose, indipendenti, allegre, ma a non cedere mai di fronte a chi, con un ghigno, mortifica la loro dignità.
Lidia
ps. ti segnalo anche l'articolo di Gramellini su La Stampa di oggi.

Anna ha detto...

Bellissimo post, quoto tutto! Ci vuole coraggio, che la poveretta non ha avuto: girare i tacchi e lasciare il "siparietto"

Martina ha detto...

se tu pensi che quella ragazza di napoli, noemi, come si chiamava, che era una piccina, e poi si è trasformata in un mostro tanti interventi ha fatto, rendendosi irriconoscibile, e aveva solo 18 anni, ha avuto berlusconi alla sua festa di compleanno, invitato dal padre, suo fan, disposto pure a soprassedere, lui , il padre, a eventuali avances, immagino, che ci sono state. Il problema è che il paese italiano si comporta con berlusconi, come se fosse il suo sovrano, il paese si compone di sudditi schiavi disposti a vendere le loro figlie al sovrano in preda a senilità sessuale. E' questo il problema, aveva ragione la LArio, in quella sua lettera /protesta/manifesto che tentò di denunciarlo alla pubblica opinione, inutilmente. Berlusconi è un dittatore morale (amorale) prima di tutto, che rende schiavi e privi di dignità i suoi sudditi. Nessuno nella sua coalizione ha saputo farsi spazio mentre lui era diciamo "in silenzio stampa" . E' un dittatore, sorridente, da cabaret, ma pur sempre un dittatore. Anche io ne ho conosciuti di piccoli cummenda, anche qui a Roma, non c'era da andare a milano, figli di papà, con le barche e le macchine regalate a 18 anni. E' un mood culturale (aculturale) di gente che vuole fare soldi tanti soldi, in maniera più sporca possibile. Quella è la libertà che millanta berlusconi. Ma è la quintessenza di un qualcosa che è profondamente radicato nel dna italiota.

leone2000 ha detto...

probabilmente tanti uomini (soprattutto quelli con potere/soldi) sono talmente frustati che l'unico modo per approcciare una donna resta quello 'a-la-berlusconi'; ciò è sicuramente sbagliato, come cmq lo è anche sfruttare e soggiacere a tale modo di fare (sempre per tornare al caroleader, non dimentichiamoci che durante le 'cene eleganti' a casa sua c'erano fiorfiori di ragazze ben contente E COSCIENTI di essere lì).

Katefox ha detto...

Bravissima!!!
Mi sono trovata spesso in situazioni come questa e spesso ho sentito il senso di nausea che lasciano.
Attualmente lavoro in stanza con 3 uomini ed è un continuo di battute a doppio senso o direttamente sessuali. Per esempio se chiedo "mi passi una penna?" "sì certo se mi fai ..."..
Tutto così, tutto il giorno.
Faccio finta di nulla ma non basta, reagisco.. "ah come sei permalosa, poco simpatica..noi scherziamo"
Beh IO ALL'ATTENUANTE DELLO SCHERZO NON VOGLIO CEDERE....sono molestie. punto.
Brava Chiara noi donne siamo le prime a doverci dire di che dobbiamo recuperare la nostra dignità...

Alice Azabel ha detto...

La cosa più *simpatica* è che se avessi reagito e a quell'attorucolo ne avessi dette quattro, probabilmente la responsabile ti avrebbe lasciato a casa o comunque non ti avrebbe richiamato l'anno seguente.
Stessa cosa per la ragazza di Green Power. Che avrebbe dovuto fare, rispondere per le rime a Berlusconi davanti a centinaia di persone quando stava di fatto rappresentando l'azienda? Ah ah. Ottimo modo per mantenere il posto di lavoro.

Anonimo ha detto...

Irricevibile. http://ze-violet.tumblr.com/post/42997795670/e-la-societa-del-non-fa-niente-del-a-bellaaaaa

Hermione ha detto...

Avevo già visto il video, non mi ha sconvolto più di tanto l'atteggiamento del "signore" in questione (avevo già avuto modo di vederlo all'opera, ahimè), ma il riflettere su quanto ci sembra normale che certe battutine debbano far ridere per forza.
La cosa più grave è che in mezzo a quella gente ci saranno stati anche i genitori della ragazza in questione, che probabilmente si saranno fatti pure loro quattro risate, al momento.
Perchè ormai ci sembra normale.
Ovvio.

Come è normale che se per strada ti suonano, o ti "fanno complimenti", è perchè tu sei troppo poco vestita, troppo truccata, e via così. Come no...

Grazie per le tue parole. Davvero hai espresso quello che credo molte donne pensino. Spero tutte.

Marina ha detto...

quello che trovo deprimente è che questo episodio sia successo di fatto in ambito lavorativo, dove non sempre è possibile farsi le proprie ragioni e rispondere a tono a chi lo meriterebbe senza compromettere la propria posizione lavorativa. E' facile dire "avrebbe dovuto, avrebbe potuto...".

Invece trovo l'approvazione, gli applausi e le risate della platea perfino peggiori di quelle squallide battute da avanspettacolo.

Anonimo ha detto...

sai perchè le donne fanno fatica a rispondere?
perchè appena qualcuno ci insulta con apprezzamenti, la prima cosa a cui pensiamo è che abbiamo sbagliato noi, che in qualche modo siamo noi che abbiamo provocato.
in quei momenti pensi: non dovevo vestirmi così/dire così/guardare così

il senso di colpa è radicato nelle donne, ma non negli uomini, e di questo i maiali si approfittano

GG

Giulia ha detto...

Grazie Chiara! Anch'io mi sono trovata in queste situazioni e la penso come te. Mi sento debole e impotente in certe situazioni e se le racconto ad amici si fanno una risata. Spero non ci sia una prossima volta ma se ci sarà non starò zitta a guardare.

RocknGiu ha detto...

Grande Chiara!!!

sonoinritardo ha detto...

Bellissimo post. A volte i brits sembrano pesanti con il loro politically correct e i confini così rigidi del sexual harassment e pensi che un pò di leggerezza e di cameratismo non guasterebbe. Poi ci pensi bene e ti domandi invece se i tuoi limiti di tolleranza non siano invece troppo elevati e distorti dal tuo essere cresciuto in Italia.

non chiamatemi Borgia ha detto...

Pensa che a me è successo che un datore di lavoro mi chiedesse di cambiare il mio stile, e presentarmi un po' più svestita. Ciao caro, la mia dignità vale più dei tuoi fottuttissimi 20 euro al giorno!

Sascha ha detto...

Bellissimo post! Quanta rabbia, a vedere e sentire certe cose. Per una svedese come me, vedere un annuncio di lavoro con scritto "bella presenza" é una cosa da scandalo. Mi chiedo come mai le donne, in alcune societá, devono essere viste solo come soprammobili, oggetti "per bellezza". In tutti i tipi di media e communicazione, il ruolo della donna é sempre quello di essere seduttrice: la pubblicitá delle calze, la copertina della rivista, la voce sulla radio...possibile che dobbiamo essere sempre e solo sexy, anche quando ci laviamo i denti o andiamo a fare la spesa? O peggio, sul luogo del lavoro? Anche io come te vivo a Londra e ho notato sulle riviste inglesi delle iniziative contro il gridare per strada, il toccare le chiappe in discoteca, il sexual harrassment da tutti i giorni insomma. Meno male che qualcuno nota, pensa, si incazza. È ora di alzare la voce.

Francesca ha detto...

Veramente di un'infinita tristezza questi episodi.
Ho condiviso sul mio blog il video del GreenPower perché spero che la gente, tutta la gente, inizi davvero ad aprire gli occhi.
Che schifo. Che pena.

Bianconiglia ha detto...

Hai ragione, su tutto: l’imbarazzo e la paura paralizzano, e in certi contesti (soprattutto quello lavorativo) ha più potere il timore delle conseguenze per sé che non la difesa di un sacrosanto principio. Sul perché queste cose succedano, è appunto una questione meramente culturale. E del resto, che nessuno di noi sia esente da questa ossessione per il sesso lo dimostra – scusa se te lo dico – anche il tuo post precedente, che sinceramente mi aveva lasciato molto perplessa: vai ad una lezione di disegno, e concentri il racconto (con grande divertimento della platea, a quanto si vede dai commenti) sul fatto che il modello aveva il pisello di fuori. Ora, leggendoti mi sono chiesta: e se a posare ci fosse stata una ragazza, e il post l’avesse scritto un maschio intitolandolo “Patate” e chiedendo ai lettori come chiamano l’organo femminile, l’avremmo trovato lo stesso tanto divertente?

theslow catwalk ha detto...

Parole perfette! Grazie!!

i d e a ha detto...

Quando cerco di farlo capire agli altri mi liquidano. E sai che c'è? Forse è proprio per questo che con il tempo sono passata da adolescente goffa e arrabbiata a giovane donna bella e indipendente e aggressiva. Non tollero nemmeno le occhiate, udite udite, non perché me la tiro o perché sono una vagina di cemento (già, in questo paese essere figadilegno è più grave che pretendere rispetto).

cla ha detto...

Concordo su quasi tutto, vorrei fare una piccola precisazione. Noto che anche noi donne più attente a certi aspetti, cadiamo nel trabocchetto "sono in minigonna, mi rivolgono apprezzamenti non graditi". Io credo che non sia l'abbigliamento o l'aspetto fisico a spingere gli uomini ad avere certi atteggiamenti. L'apprezzamento volgare o la battuta sono forme di violenza che denotano il carattere di chi le compie, indipendentemente dal destinatario. Colpevolizzarsi, perchè si è indossata la minigonna non serve a nulla, io a volte rispondo con la stessa violenza. A volte, perchè non sempre si è in grado o pronte per il contrattacco...
Comunque, grazie Chiara, per questo spunto di riflessione.
claudia

kestress ha detto...

Estate, indosso una gonna aderente; passando davanti ad un bar un tizio mi grida dietro 'ehi, ma ce l'hai le mutande lì sotto?'mi son girata guardandolo in faccia e 'sì. piccole però'.
Azzittito.
e capita che quando lo incontro ha la faccia di quello che vuol dirmi qualcosa e non ce la.
Mai paura, lingua sciolta e sguardo dritto, ogni volta che stiamo zitte diamo a tutti la possibilità di rifarlo.

kestress ha detto...

Estate, indosso una gonna stretta.
Passando davanti ad un bar un tizio mi grida dietro 'hey, ma ce l'hai le mutande lì sotto?'
mi son girata, guardandolo in faccia 'sì. piccole però'.
Azzittito.
Lo incontro in giro qualche volta e ha la faccia di uno che vuol dirmi qualcosa e non ce la fa.
Mai paura, lingua sciolta e sguardo dritto. Ogni volta che ci sentiamo molestate e stiamo zitte gli diamo il permesso di rifarlo.

Anonimo ha detto...

La prima molestia che ricordo è un uomo che mentre tornavo con mia cugina a casa dalla spiaggia ci mostrò la lingua in modo per noi incomprensibile ma ugualmente disturbante. Ricordo anche da preadolescente un tipo che mi tocca con un giornale su un autobus, e poi il mio datore di lavoro che mi chiama in ufficio con una scusa e mi salta addosso e io che 20enne non capisco cosa sta succedendo perchè è impossibile che un uomo adulto che stimo si stia approfittando di una situazione così. Ne ricordo tante altre (sic!) e credo che questa educazione alla molestia che riceviamo fin da piccole ci renda meno scandalizzabili e come hai detto tu Chiara, più "colpevoli" e meno armate, perchè siamo state moltestate prima di capirci qualcosa di sesso. E poi dopo che siamo maturate anche perchè abbiamo conosciuto l'amore, abbiamo più armi per capire e allora siamo meno disponibili ad accettare con il sorriso il comportamento di poveri cretini che hanno l'appoggio di tutta italia... grrrrr!!! Quindi cerchiamo di dare una mano alle più giovincelle!!

Maiomi ha detto...

Grazie. Un post che più chiaro di così non poteva essere..
Hai dato voce a tutte le donne indignate e che come me non hanno la battuta pronta per difendersi dal maschio meschino.
Non sei l' unica ad essere incazzata, ma con tutta questa ignoranza che gira è come combattere contro i mulini a vento...

Violetta ha detto...

Quoto tutto, post e commenti.
Quello che mi fa più imbestialire è il non saper dire, dopo tutto questo casino, "scusate è vero, ho esagerato". No, cornute e mazziate, perché ci danno pure delle deficienti che se la prendono tanto per una sciocchezza così e la fanno troppo lunga...

cookandthebaby ha detto...

Non penso che mi gliene avrei dette quattro, al suo posto penso che mi sarei chiusa a riccio rendendomi antipatica, come faccio quando non apprezzo le lusinghe non richieste e di pessima qualità.
Che se fosse stata una lusinga vera "lei è proprio una bella donna", magari ci stava anche, ma di questo livello neanche i 15enni arrapati. Che tristezza.

Gianluca Gentili ha detto...

Secondo me quello che è successo presenta problemi a più livelli:
1) Il problema serio di un uomo che ha oramai perso ogni senso della misura e che tuttavia, ancora, risulta candidato a Presidente del Consiglio. Meditate, MEDITATE, gente, quando andremo alle urne!
2) Di una donna che - a causa di una sub-cultura becera e dilagante in Italia, che tende a minimizzare atti gravissimi come questi - ha finito per cercare, imbarazzata, di soprassedere, piuttosto che reagire frontalmente. Tuttavia, la cultura non è qualcosa di immutabile, ma bensì l'insieme di comportamenti che i cittadini ritengono accettabili. Ricordiamocelo, quando educhiamo i nostri figli e decidiamo che programmi guardare con loro in TV.
3) Di una donna che non si è sentita libera di reagire, probabilmente perché timorosa della reazione della dirigenza della propria azienda (immagino presente in sala). Allora, cari dirigenti di Green Power, sappiate che è vostro dovere fare in modo che una vostra dipendente non sia sottoposta a questo tipo di insulti e senta che, tra il contratto con Pernascone e la sua dignità, voi avreste scelto senza dubbio di tutelare la seconda. Un'azienda che consente quello che è successo nel video, per me perde ogni credibilità.
4) Dei sodali che hanno applaudito e riso, invece di abbandonare la sala. Se la "normalità" è un concetto statistico (è considerato "normale" in un Paese quello che viene fatto dalla maggioranza delle persone), allora dobbiamo tristemente ammettere che in Italia la (più o meno) velata molestia sessuale e la condiscendenza ad essa, sono divenuti normali, ed i comportamenti rispettosi sono le eccezioni. Tuttavia, anche qui, nulla di immutabile: per invertire il trend, è necessario però farsi sentire, denunciare e far capire che tali comportamenti sono inaccettabili, anche a costo di sacrificare un posto di lavoro, uno stipendio, un vantaggio. Purtroppo, le battaglie per i diritti civili - tra cui dignità ed uguaglianza tra generi - hanno sempre richiesto un atto di coraggio. Rosa Parks non avrebbe contribuito alla fine della segregazione razziale, se non avesse rischiato la galera rifiutando di alzarsi dal proprio posto sull'autobus in Alabama.
Non prendetelo per un rimprevero. E', semmai, un'esortazione a darci da fare per una società migliore, riappropriandoci della consapevolezza che siamo noi a determinare i (mal)costumi sociali, attraverso i nostri atti o le nostre omissioni.

Giorgia Percosasiamonati ha detto...

condivido pienamente.
Noi donne però abbiamo una altro problema: ci aspettiamo che gli uiomini da un momento all'altro smettano di essere uomini e si elevino all'umanità di genere femminile. Non lo faranno, non ci riusciranno, chi tra i maschietti si scandalizza insieme a noi di fronte a casi come questo lo fa sforzando la sua indole.
Ragazze, io dico che se ci aspettiamo che l'uomo si elevi resteremo deluse. Ai loro occhi, in linea di massima siamo e saremo culo e tette.

Cappuccino e Baguette ha detto...

L'imbarazzo è la chiave.

Se si può essere bloccati dalla paura, non tutti sanno che l'imbarazzo, in confronto, è cemento a presa rapida.

Alle donne viene insegnato molto presto a doversi sentire in imbarazzo. E, soprattutto, a subirlo. Immaginate un uomo messo in imbarazzo, difficilmente sarà dimesso e silenzioso. Sarà incazzato nero. Urlerà.

Una donna che si ritrova una mano sul sedere in un vagone affollato, specialmente se giovane, non urla. Non grida. Al massimo cerca di divincolarsi silenziosamente. Per una moglie picchiata dal marito, spesso il terrore della vergogna è più forte di quello delle percosse.

Già questo dovrebbe dirci molto di come viene vissuto l'imbarazzo dalle donne nella loro vita e dagli effetti, devastanti, che spesso ha il silenzio che ne deriva.

supermamma ha detto...

Credo che molto abbia fatto anche il tuo vivere all'estero e il vedere come si comportano le persone "normali" come dici tu noi in Italia siamo abituati a questo tipo di commenti addirittura ci sono preti che affermano che si viene violentate per come ci si veste! Le prime volte che uscivo in Olanda la sera con mia sorella mi sembrava strano che nessuno ci venisse vicino o facesse commenti, poi con il tempo ho capito che era strano che io dovessi camminare lontano dagli operai per evitare commenti spinti, credo che addirittura si sentano obbligati a farlo perché non mi spiego che esista un intera categoria di malati.

Anonimo ha detto...

Anche io come @ Halfway se esco da sola evito di mettermi un bel vestito coi tacchi. Ed è veramente una limitazione assurda ma sono una fifona e quando torno a casa la sera da sola e vedo qualcuno sul mio marciapiede, cambio lato e inizio a camminare più veloce. Ho lavorato per 5 anni ogni anno al Salone del Mobile e ne ho incontrati di marpioni che il primo giorno avevano la fede e poi magicamente nei giorni successivi questa spariva. Ai loro apprezzamenti viscidi rispondevo inacidita oppure ignoravo. E mi sono beccata della figa di legno, della poveretta che non sa godersi la vita e rinuncia ad una "scopata indimenticabile". Io queste cose non le accetto, perchè può sembrare una battutina innocente ma poi si crea un modo di pensare sbagliato, si accettano cose impensabili e ci ritroviamo dove siamo oggi. Bel post Chiara, e bellissimi tutti i vostri commenti. G

Anonimo ha detto...

Grazie Chiara, grazie per averne parlato, per non aver banalizzato. E' un esempio del potere del branco, del sentirsi forte quando tutti sghignazzano e ridono. Mentre invece avrebbero dovuto fischiare e gridargli BUFFONE. Sarebbe stato bello poter leggere le tue stesse considerazioni su qualche quotidiano, poter sentire i tuoi commenti a un telegiornale. Ecco, quando succederà potremmo dire di aver fatto davvero un passo avanti. luiz.

Valeria.P. ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Valeria.P. ha detto...

Applauso a mascella per la rabbia e condivisione del post in ogni posto possibile e immaginabile, non ho altro da dire.

Pixel, Monsters&Co. ha detto...

non ho mai avuto un temperamento pacato, quindi effettivamente non posso dire che non sarei riuscita a reagire ad un'eventuale molestia. è pur vero che ho la fortuna enorme di non averne mai subita una al di là degli apprezzamenti o da quelle manifestazioni maschili patetiche tipo macho latino, e mi ritengo fortunata. ma, non so voi, io ritengo una potenziale molestia anche per, esempio, il solo fatto che mi è capitato di leggere l'altro giorno su un sito di inserzioni molto noto:
un annuncio di lavoro come segretaria in cui chiedevano foto recente a mezzo busto e a figura intera. quello che mi chiedo è... ma perché ?? se so fare bene il mio lavoro e non devo esercitarlo in un'agenzia di fotomodelle, perché?? mah .....

Fenice ha detto...

Scusami se sono un po' più lunga del solito, ma il tuo post pieno di verità e tristezza mi chiama in causa.
Sono sempre stata una ragazza solare, disponibile (nel senso di cortese), aperta e sorridente.
Questo, ovviamente, non significa che l'abbia data via per la carriera.
Avevo poco più di vent'anni e lavoravo come PR ed assistente del Presidente di una nota holding medico-sanitaria. C'era un architetto romano, sulla settantina andante, molto rinomato e popolare. Ero sempre gentile con lui, disponibile (roba tipo: le preparo un caffè nell'attesa? Va tutto bene?). Un bel giorno, mentre attendeva per essere ricevuto dal mega capo, mi parte e mi palpeggia - con mano pesante- il culo.
Una scena allucinante.
Io sono rimasta di stucco. Non realizzavo, non ci credevo. Poi sono diventata paonazza e non sono riuscita a proferire parola. Lui, vedendo la mia reazione, si scusava pure in sanscrito, io ero imbambolata.
In quel momento, in QUEL preciso istante, ho capito una cosa atroce che non riuscivo mai a spiegarmi e cioè perchè le ragazze e le donne violate non denunciassero. Il fatto è che, lì per lì, dopo l'offesa, l'imbarazzo, la voglia di sotterrarsi, è venuto il senso di colpa. Sì, mi sentivo colpevole della mia "disponibilità" (indotta, tra l'altro, dal ruolo ricoperto), del mio essere sempre sorridente ed accogliente.
Ovviamente, di colpa non ne avevo.
Lo dissi al mega capo, anche al direttore finanziario (donna). Nessuno mosse un dito. Ammetto che il mio capo non mi ci lasciò più da sola, neanche un secondo, però non lo prese mai da parte, non gli spiegò che lo avevo "denunciato" e che avevo reso pubblico l'oltraggio.
Ecco, quando ho rivisto Mr. B e quella povera ragazza, ho pensato a me e a tutte quelle involontariamente palpeggiate e mai difese. Ho pensato alle battute da bar, pecorecce e volgari e le risate che ne seguono.
Spero solo che il nostro Paese, elezioni a parte, abbia il coraggio di cambiare.
Grazie ancora per il tuo post e scusa la prolissità.
Sara

gu' ha detto...

Credo stiate confondendo i livelli : L'indignazione per un comportamento pubblico e quella per uno privato.
Una persona che ricopre un ruolo di rappresentanza non può permettersi di essere sè stessa, deve agire nel miglior modo possibile in funzione dello statuto che ricopre.
Così, se un politico agisce come un porco nell'esercizio della propria professione, ci si DEVE indignare. Se un collega o, peggio ancora, il vostro capo, vi mettono in imbarazzo, ci si DEVE indignare. (( Sebbene in quest'ottica anglosassone ci si dovrebbe scandalizzare anche per il più sincero complimento e non so quante di Voi signore sarebbero disposte a far cambio tra un mondo latino in cui Una Tantum ricevete qualche volgare provocazione e quello NON-Latino in cui nessuno si permetterebbe MAI nemmeno di farvi notare che "ma cosa hai fatto ai capelli oggi? Sono bellissimi!! ". )))
Detto questo, se trovo fuori luogo non essere professionali e distaccati durante l'attività professionale, a maggior ragione se pubblica, trovo comunque retorica e piuttosto ingenua l'indignazione verso la Burineria da strada: primo perchè ad alimentarla siete proprio voi donne. E non intendo ovviamente dire col vestirvi o col dipingervi le gote, bensì sposando il becero di turno e facendo figli con quest'ultimo. In ultima istanza essere beceri e volgari è solo un'adattamento comportamentale, il maschietto alfa del gruppo lo è e alle ragazze piace e tutti gli altri maschietti lo imitano nella speranza di poter condividere la sua gloria: i pochi a rifiutare questo tipo di gioco sociale di solito restano soli soletti sinchè il proprio estro riuscirà a far colpo o finchè incontrino una ragazza che si rifiuti di giocare a quel gioco. Sebbene solitamente le più belle del gruppo, consce del potere che dà loro questa bellezza, scelgano la strada più facile. A volte semplicemente sono genuinamente attratte dal modello "primitivo" di uomo e snobbano come malattia alternative più intellettuali o, meglio detto, più "inglesi".
Quindi?
Quindi è ridicolo appellarsi a qualcosa come "la dignità" in assoluto. Le donne non hanno nè più nè meno dignità di un uomo. è altresì giusto difendere il diritto di ciascuno di esercitare con serenità la propria professione, ma non per una fantomatica dignità imenica, ma per semplice buonsenso!
E buonsenso vuole che una donna di carattere forte si possa mettere una minigonna e rispondere pronta alle provocazioni di quei maschietti che nel frattempo sono diventati grandi ma non hanno abbandonato quel gioco che da piccoli funzionava e che spesso funziona tutt'ora. Buonsenso vuole che venga arrestato quell'uomo che si permetta di metterle le mani addosso. --- e chiuderebbero le discoteche.
Buonsenso vuole che se una donna si sente fragile O crede in una sua particolare forma di dignità, eviti di essere ?provocante. Chè le ragazze alternative che rifiutano il gioco dei gorilla di solito riflettono nell'aspetto la loro avversione, chi scegliendo acqua e sapone, chi ricercando derive più estreme dal punk al dark e così via.
Per stringere....
Non è questione di Dignità.
è questione di Stile.
Perchè di "porcherie" ne ho sussurrate anch'io all'orecchio di amanti e di future amanti, di occhiate curiose e complici. Ma mi taglierei una mano prima di palpare un corpo estraneo che non mi abbia invitato a conoscerlo, così come mi taglierei la lingua prima di mettere in imbarazzo una sconosciuta. Ma non per una sua dignità intrinseca, se non per una mia scelta estetica. E non credo che una ragazza che usi il suo prospero seno per far carriera non abbia dignità. Penso però che costringerla a farlo sia abuso di potere, così come sarebbe abuso di potere costringere un uomo a radersi.

Sonsierey ha detto...

Ma solo io ho ricevuto fischi di approvazione in Inghilterra e in Italia no? XD (avevo pure 14 anni!)

sara-sky ha detto...

bellissimo post. Lo condivido parola per parola. Purtroppo vivo situazioni analoghe, nonostante io lavori in un ambiente che ama autodefinirsi intellettuale.

sorairo ha detto...

Sottoscrivo tutto.
Io per lavoro mi faccio 10 km da casa a lavor in treno e viceversa. Purtroppo spesso stacco dalla reception alle 22 e mi tocca prendere il treno alla sera dove la stazione non è una delle migliori. E di giorno non è che sia meglio.QUalcuno che cerchi di abbindolarti in gruppo con un "ciao bella" (tutti quegli stranieri che mettono in cattiva luce quelli che seguono la legge) li trovi sempre.
Infatti per tornare da lavoro alla sera faccio il giro più lungo e pulito, non metto mai tacchi o gonne e sempre abbigliamento comodo e mai bello, mi trucco praticamente mai. Faccio di tutto per sembrare anonima e vestirmi sempre in modo da poter correre, cappello, se di giorno anche occhiali, borsa pratica. Sono sempre tesa.

Si trova spesso gente che si permette di dirti qualcosa e tu non rispondi perchè sei sola. Dal "a brutta" a " ciao tesoro vieni con me" detti in maniera così offensiva e/o viscida. Che basterebbe un attimo di esitazione per paura o per rabbia che le cose potrebbero mettersi male.
Purtroppo qui in Italia c'è poca cultura del rispetto per la donna e i nostri modelli cutlurali spesso dettati dalla tv spingono le donne a cercare poca informazione, tanta apparenza e tanti uomini "utili", poco importa che ti sfruttino se tu almeno ti illudi di sfruttarli o ci riesci un poco.
E' un Paese ormai tanto tanto triste. E quasi pare senza speranze.

giovanni bianco ha detto...

ricordo di avere pensato....idiota fallo con ilaria d'amico o qualcuna che ti pianta un tacco in fronte...ma la violenza non risolve, solo il tempo fará il suo corso..speriamo presto !!Tra i miei numerosi "consessuali" é veramente il prototipo di un modo di essere maschio ( non uomo!) che detesto. Quindi da domani si continua a spiegare al nostro dolce nanetto che le bambine sono delicate e quindi niente manate, solo carezze, affetto e bacini e solo se richiesti...col tempo lavoriamo anche su rispetto e educazione....grazie della riflessione, avevo apprezzato il tuo umorismo da fuoriclasse e da oggi anche le doti di analisi e profonditá

Sabrina ha detto...

Io oggi ho disdetto l'ordine del mio impianto mini-eolico. Lo comprerò da un'altra azienda

CherryBlossom ha detto...

Uguale. Anche io in cinque anni di ufficio a Londra non ho mai visto un solo comportamento anche lontanamente passibile di essere definito di sexual harassment.
In un anno di stage a Milano avevo invece assistito:
- all'assunzione di una ragazza scelta in base alla foto sul cv (lavoravo in hr). Un'ingegnere nientemeno, che hanno preso a fare praticamente la segretaria.
- ad apprezzamenti da bar sulle tette della nuova assistente di un dirigente.
- a commenti scherzosi di un altro dirigente sulle cosce lunghe di una sua sottoposta.
E sono sicura di dimenticarmene qualcuna.
Quello che succede alle ragazzine sulla metro romana poi...lasciamo perdere va. E alcuni amici miei, uno dei quali ad oggi ha un phd in fisica, quindi nemmeno i primi cretini che uno trova in giro, giù a ridere e a dire "eh, ma perché quello e' un cesso. Se era Brad Pitt vedi com'eri contenta". E come no?!
Davvero spero di fare un lavoro ben migliore col mio nano :-(

Fab ha detto...

Ho appena visto il video. Che squallore. Che vergogna. Spero fosse ubriaco/drogato o quant'altro. Il che nn giustificherebbe, ma nn posso pensare che si possa essere intenzionalmente e deliberatamente tanto viscidi e poco uomini. Blà. Io pure vengo caro gnomo, ma a prenderti a calci nel culo. Pardon.

irina torgovitzkaja ha detto...

Brava Elisa, è verissimo il tuo post! Molto profondo, sincero e fine. Essendo russa mi sono trovata quasi sempre in questa situazione. Dopo tanti anni in Italia sono diventata immune a queste battute schiffose e ignorante. Ho imparato che ci sono certi settori in Italia dove questo tipo di persone è piu' comune dell'altro, di quello colto, istruito e educato. Questo atteggiamento deriva dall'educazione, dall'istruzione e infine dalla famiglia... In Italia purtroppo questi tre elementi risultano ancora a livelli molto bassi. 20 anni di tv berlusconiana ha lasciato la sua impronta. Per fortuna che i giovanni di oggi sono diversi, sono cresciuti con il web e quindi c'e' speranza che le cose cambiano.....

Le. ha detto...

È esattamente così, ed è uno schifo. In questo campo e in molti altri.
Io ho vent'anni e non ho nessuna intenzione di tollerarlo o di sentirmi intimorita da gente del genere.
Per questo non ho nessuna intenzione di continuare la mia vita in Italia.

frank ha detto...

che dire?
grazie.
grazie anche da parte mia, mamma di un maschio, perché so bene che è anche compito mio far sì che nessuna viola mai debba sopportare un insulto del genere.

Scake ha detto...

Abbiamo 2 maschi e 3 femmine e siamo partiti dalla sacralita' del corpo e dal rispetto dell'altro. Ma le mie figlie sanno che se come la loro mamma si difenderanno a calci nelle palle non le giudichero' mai esagerate.

neveverde ha detto...

le persone danno e dicono solo ciò che sono in grado di dare e B. è questo, perciò è da molto che non lo prendo in considerazione...
le persone perpetuano ciò che hanno imparato e se la società è squallida, sta a noi madre rompere questo giro dantesco
viva l'educazione e d il rispetto

Sara Cestari ha detto...

Chiara, non potrei essere più d'accordo con te. Anche a me, come a tante, sono accaduti 'episodi spiacevoli'... l'ultimo: sulle scale mobili, portavo un vestito un po' corto e un uomo dietro di me mi ha leteralmente infilato le mani nelle mutande. Sorpresa e scioccata mi sono protetta con la borsa e sono filata via più in fretta possibile. E poi mi sono odiata. Odiata per non essermi voltata e avergli rifilato un ceffone, per non aver urlato che qualcuno mi stava usando violenza (sì, è violenza!), odiata soprattutto per essermi vergognata. Vergognata, io, che ero la vittima! E dire che sono una ragazza emancipata, indipendente... Certo, questa cultura maschilista e degradante va cambiata... ma prima di tutto nelle nostre teste, nelle teste di noi donne che, quando veniamo importunate, pensiamo prima di tutto che 'forse il vestito era troppo corto' invece di chiamare la polizia.

Scusa il commento-fiume, hai toccato un punto sensibile. Brava!

TheSweetColours ha detto...

Non mi interessano queste cose... Quanto a imbarazzo, per me, già da un pó abbiamo raschiato il fondo

Equazioni Family ha detto...

complimenti davvero. post meraviglioso.

Anonimo ha detto...

Brava Chiara.
Posso solo chiedermi: ma le figlie di B. tacciono? Non si rendono conto? O fa troppo comodo il gruzzoletto su cui si siedono? Non lo sapremo mai, vero?
un abbraccio Susanita72

Anonimo ha detto...

leggo il tuo blog da anni. da sempre. mi permetto di commentare solo ora perchè il tema mi riguarda in prima persona. e anche io ho vissuto l'imbarazzo, lo scoprirsi afona, il rimanere paralizzati dallo schifo come una colpa, come una mancanza mia, come una inadeguatezza,come un mancarmi di rispetto, come un'offesa alla mia dignità.
la tragedia sociale è che crediamo che questi atteggiamenti sia la norma.
in germania, sulla metro, su tutti i mezzi di trasporto pubblici, ovunque trovi cartelloni informativi del Ministero Anti-Discriminazionesu "Le molestie sessuali sul luogo di lavoro"
questo: http://www.antidiskriminierungsstelle.de/SharedDocs/Aktuelles/DE/2013/Fakten-sexuelle-Belaestigung_20130128.html

noi, siamo il terzo mondo dei diritti civili.

francesca rossi ha detto...

sono pienamente ma pienamente d'accordo con te. e la cosa che mi ha fatto più infuriare era il dirigente della greenpower che si sbracciava per gli applausi alle battute imbecilli ed offensive di berlusconi, invece di alzarsi a difendere la propria dipendente, se lei non riusciva a superare l'imbarazzo e la soggezione per difendersi da sola.

Hermione ha detto...

Quello che dici è bello e vero. Manca una capacità generale di indignarsi e, purtroppo, una solidarietà femminile: tu dici che quando quel "vip" ti ha offesa, anche parlandone con la tua responsabile non avresti ottenuto granché. So che hai ragione, ma fa ancora più male perché era una donna, e avrebbe dovuto stare dalla tua parte

Simone B. ha detto...

Quoto Gù.
E poi che dire... tante belle parole. Io sono andato a letto con cani e porci. Perchè volevo ferire l'uomo con cui avevo una relazione disastrosa e perchè volevo arrivare più in alto di lui. E se mi sono "svenduto il culo" è stato per scelta. Rischiosa. Tragica. Triste. Come vi pare. Ma adesso sono davvero inattaccabile. Cosa potrebbe ferirmi di più? Probabilmente quelli come me contribuiscono a questo tipo di mercificazione. Del resto c'è sempre chi inc**a se qualcuno si fa inc****e. Sono arrivato dove volevo arrivare? Sì, no, forse.

cily75 ha detto...

ecco. questo post mi piace un sacco. Brava Chiara.

Marta ha detto...

e se la smettessimo di dare tanta attenzione a uno che non la merita? perchè secondo me lui lo ha fatto apposta per fara parlare di se. se poi ha calpestato la dignità di una persona poco importa a lui.
Smettiamola di parlare di lui altrimenti faremo il suo gioco. Ma non dimentichiamo l'accaduto.

THEPOCKET MAMA ha detto...

No vabbè, ma quello la deve finire... Alla sua età dovrebbe pensare ai nipoti, non a fare battutine offensive alle donne. Ma finchè continuiamo in qualche modo a dargli potere, lui continuerà a sentirsi padrone di tutto e tutti!!
Grazie per il post!!!

valeria ha detto...

Grazie per il post! Sono stata educata nella convinzione che "i grandi" hanno ragione e meritano rispetto e quando all'età di 12 anni sono stata molestata da un caro amico di famiglia sono rimasta paralizzata. Dall'imbarazzo. Dalla paura di dirlo ai miei. Dal terrore di non essere creduta. Dalla paura di venire sgridata. L'ho detto a mio fratello e i miei mi hanno, ovviamente, creduta e hanno preso i giusti e sacrosanti provvedimenti. Ora cerco di insegnare ai miei figli che provare imbarazzo x qualcosa che fanno gli altri è sbagliato, che devono provare imbarazzo se fanno LORO qualcosa di cui vergognarsi, non se lo subiscono. Sembra ovvio, ma vi assicuro che non lo è!

MISSLORETTA..UN MONDO A COLORI! ha detto...

purtroppo a volte sono le donne a non avere alcun rispetto per se stesse e trovano invece rispettoso star zitte o sorridere come se irrispettosa sia la difesa di se stesse e della propria dignità! Che nervoso! Vorrei tanto dire ad alcune donne di credere più nel loro valore, nella loro persona. perchè come diceva qualcuno: oltre le gambe c'è di più!

Lucrezia M. ha detto...

Alle tue conclusioni ci sono arrivata anche io. Ok, la vittima si è sentita fortemente in imbarazzo a difendersi, perché subire ti porta anche a inibire le capacità che a freddo si avrebbero in situazioni analoghe successe ad altri. Ma la platea? La maggior parte era composta da uomini. Nessun uomo ha pensato: E se quella fosse stata mia figlia? Mia sorella? Mia moglie? La mia fidanzata? Avrei riso?
Questo tipo di episodio fa capire quanto siano radicati certi meccanismi nelle nostre menti, tanto che non troviamo la forza di reagire.

Anonimo ha detto...

parole sante, santissime. Purtroppo leggere il tuo articolo credo che riporti alla mente di tutte una sequela di situazioni in cui tutte siamo incappate ( e non una volta sola eh....) e io in particolare mi sono rivista un lunghissimo flashback del liceo, dove nella mia classe eravamo 6 ragazze contro 24 ragazzi,tutti adolescenti con l'ormone alto. le toccatine, le mani sul culo, gli agguati a sorpresa, culi e peni mostrati a sorpresa sotto i banchi erano all'ordine del giorno. Delle mie altre 5 compagne, una era una donna di 24 anni, tre erano più uomini che donne, e l'altra non ne era particolarmente infastidita. Io che piangevo e mi offendevo ero ovviamente la più divertente da prendere di mira,un giochino perverso.Quello che mi colpì, fu il poco cameratismo delle mie compagne che all'ennesima crisi di pianto, mi dissero che dovevo fregarmene, fare cameratismo con i ragazzi, levare importanza al palpeggiamento in modo che perdessero interesse. Dubito che un 14enne perda interesse nel palpeggiamento se istigato nell'atto...Che tristezza che mi dà questa cosa, ancora oggi:(

Anonimo ha detto...

Basta vi prego basta con l'esordio NO VABBÈ mi sembrate all'asilo. Anche basta con E NIENTE please!

Anonimo ha detto...

Però il discorso è sbagliato anche in partenza..,come hai scritto tu di andare a quell'evento pieno di vip tu ne eri contenta e soprattutto di andarci per fare la hostess.dunque non raccontiamo che non eri felice di essere notata guardata e commentata dai partecipanti..come mai poi tutta quell'indignazione per uno che ci provava? HO FATTO LA BARISTA ALL'HOLLYWOOD per taaaaanti anni e ne ho visti di tutti i colori.ma sapevo che se mi mettevo scollature,gonne come fascie per capelli ecc i commenti li avrei avuti eccome. Boh non so il discorso è molto incasinato e io sono la prima che si volta dall'altra parte quando per strada fischiano dalla vergogna,però quello che in un certo senso penso è che la signorina della green power fosse anche bella compiaciuta. Tutto questo imbarazzo non ce l'ho proprio visto...
Dani

Erika t ha detto...

Io sono transgender e subisco spesso la transfobia,ribellarsi non è facile ma una cosa è certa: votare bene si può. Ne ho parlato sul mio blog: vegetariantrav blog

Wonderland ha detto...

Sono sconcertata da questo commento. Fai la hostess (la hostess, non la escort. è un lavoro rispettabilissimo!) quindi in un certo senso te la sei andata a cercare mi fa venire i brividi. spero tanto che la tua sia una provocazione altrimenti il rispetto e l'opinione che hai delle donne è veramente preoccupante.
Detto questo, io posso andare a fare la cubista in mutande ma nessuno è autorizzato a molestarmi, questo concetto dev'essere alla base del vivere sociale cazzo!

Francesca ha detto...

Wonder,sono d'accordo con tutte voi, rabbia, indignazione, disgusto etc. Ci stanno tutte queste reazioni. E nessuno è autorizzato a mettere le mani addosso a qualcun altro o a infastidirlo verbalmente, per nessun motivo.
Ma il problema non è certo B. La cosa grave è che lui rappresenta perfettamente l'Italia, e questa cosa è veramente preoccupante.
Infatti secondo me la cosa più grave è la reazione della platea, semplicemente allucinante!
L'unica cosa da fare era alzarsi ed andarsene, gridando "vergogna"!

Piccolo inciso: sono d'accordo con Anonimo, basta per favore con l'esordio "No vabbè" e l'intercalare " E niente"..non si possono sentire!
Abbiamo vari esempi purtroppo di pessima espressione della lingua italiana da personaggi televisivi e che ricoprono certe cariche in Italia, almeno noi nel nostro piccolo esprimiamoci decentemente!

Marzia ha detto...

Non avevo visto questo video e sono veramente sconvolta..da lui e soprattutto da quella gente che lo incitava ed applaudiva!!!
Ma come si fa!!!

Bitri_S ha detto...

io sono mezza francese e quando accadono questo genere di episodi mi vergogno profondamente dell'Italia..in francia c'è tutt'altra cultura del rispetto della donna.
che poi mele marce si trovano ovunque, per carità, ma mi indigna e mi spaventa il fatto che, qui, questo comportamento sia quasi intrinseco all'essere un "vero maschio".. Questi veri maschi dovrebbero imparare cosa vuol dire essere "uomini"..
un uomo certo non ti guarda per strada e non ti dice "io con te un peccatino . . . " (frase rivoltami dal giornalaio del mio paese)..
un monsieur è tutta un'altra storia, e grazie al cielo ho avuto dei riferimenti maschili talmente "signori", che mi hanno permesso di indignarmi di fronte a questo squallore.

Paola "Cinderella" Zanetti ha detto...

"Anonimo" del commento 98.. sei proprio un coglione. Potrei consumare le dita nel tentare di spiegarti quanto ignorante e maschilista sia il tuo commento, ma dubito che ci arriveresti.. quindi perdonami se mi fermo all'epiteto di cui sopra.

Annaelle ha detto...

MA forse lei intendeva dire che e' difficile credere che una che faccia la cubista in mutande, o frequenti certi ambienti sia in realta' disposta a certi commenti, perche' li cerca, in modo indiretto.
INTENDIAMOCI, non sto dicendo che tu o la signorina di GP fossero in quella situazione ma sto semplicemente dicendo che forse, non tutte le hostess/cubiste e quant'altro sono poi cosi' "clueless".

Anonimo ha detto...

Secondo me non hai capito niente cazzo
Dani

amrita ha detto...

ti ho appena vista su sky.poi ho mandato in dietro la pubblicità,ti ho riguardata più volte,e mi ha fatto una cosa strana... lo sapevo,ce l'avevi detto,ma sono comunque rimasta piacevolmente colpita. brava! non vedo l'ora di vedere il programma!

darkvampirellla ha detto...

completamente d'accordo.
Ti ho linkata.

Erica Gazzoldi ha detto...

Cara Wonder e cari tutti, mi sono appena iscritta a un evento Facebook intitolato così: "A sostegno di ANGELA BRUNO ostaggio della Green Power". La presentazione è la seguente: "
La triste vicenda che ha dato origine post qui sotto si va arricchendo di nuovi agghiaccianti dettagli, che vale la pena di diffondere non solo per correttezza verso la signora Angela Bruno, ma soprattutto perché mostrano un quadro culturale e sociale peggiore – se possibile – di quanto appariva stamattina.


Sì, perché si è appreso che le presunte dichiarazioni di giubilo della venditrice di Green Power pubblicamente molestata da Berlusconi («Ne sono stata onorata») riportate oggi dai quotidiani erano in realtà frutto di un comunicato stampa della stessa azienda, appunto la Green Power.

In altre parole, la Green Power aveva pensato bene di mettere fine a ogni polemica sul siparietto bavoso di Berlusconi facendo sapere che la dipendente ne era contenta.

Non si sa se alla signora sia stata chiesta l’autorizzazione o no, per questa esternazione.

Sta di fatto che Angela Bruno – vedendo i giornali, questa mattina – ha sostenuto che quanto scritto nel comunicato stampa era una gran balla: lei non era affatto onorata di essere stata indicata come pubblico oggetto sessuale da Berlusconi.

A questo punto, l’azienda ha risposto con i toni minacciosi e padronali che ormai caratterizzano tanti imprenditori e manager italiani, tronfi del loro dominio sociale («Ne trarremo le conseguenze»).

Ecco, questa è la storia così come sono riuscito a ricostruirla finora. Di una tristezza infinita, appunto, perché alla molestia sessuale di un vecchio politico potente si aggiunge la molestia aziendale, anch’essa ovviamente firmata da un maschio, uno di quelli che infatti stavano lì a ridacchiare sul palco mentre Berlusconi diceva le sue porcate.
da Piovono Rane di Alessandro GILIOLI". Ve lo comunico.

Violetta ha detto...

@Dani

non ti è sovvenuto il fatto che magari l'indignazione sia scaturita per il fatto che in quel momento Wonder stesse lavorando, e che (si trattava di un evento,non dell'orgia di eyes wide shut) il comportamento subito da parte di una persona nel pieno delle sue facoltà sia stato inqualificabile? Scusa, ma mi paragoni due situazioni lontane anni luce tra di loro. E anche le scene dell'Hollywood di cui parli, nessuno ha comunque diritto di molestare una persona, anche se mezza nuda, semplicemente per il fatto che quella persona, quel corpo, non è di sua proprietà.
Una ragazza in abiti succinti può darmi adito di pensare che sia propensa ad accettare una proposta sessuale? Allora potrò "provarci" più a cuor leggero, non dare per scontato che vuole darmela e prenderla così, come se fosse una cosa mia. E poi, il commento, l'apprezzamento, non possono essere espressi con educazione e nel rispetto delle persone? Io non mi sono mai sentita offesa se in discoteca un ragazzo, avvicinatosi per ballare, mi ha detto "sei carina, lo sai?" o chiesto il numero di telefono, è normale pratica di approccio e se vuoi "corteggiamento". Ma la pacca sul culo, o quello che prova a baciarti così dal niente, bé se permetti mi hanno offeso molto. Come mi offende e mi mette in imbarazzo il presidente della ditta in cui lavoro, che, quando viene in ufficio, mi squadra dall'alto in basso, si sofferma con gli occhi sul seno e sul sedere, mi dice scherzosamente che a lavoro sono meglio quando mi presento in tiro piuttosto che in jeans, come se influisse sul mio rendimento. o Che se parla di una donna sottolinea sempre se è bella o brutta nella premessa al discorso.

Possibile che non capisci che i contesti, i modi, le persone contano e cambiano la prospettiva da cui giudichiamo una situazione?

Poi ci sono mille sfumature sull'argomento, per carità, io a differenza della ragazza del commento 96 non ho mai considerato molestia la toccatina subita dai compagni di scuola delle medie, quando l'ormone è pazzo e non si è ancora imparato a relazionarsi adeguatamente con l'altro sesso.
Ma un adulto no, ancor più in un luogo di lavoro o in pubblico.

Anonimo ha detto...

ANNAELLE hai centrato in pieno e non facciamo gli ipocriti
Dani

Wonderland ha detto...

@Annaelle ma noi non stiamo affatto parlando di quel tipo di donne. E comunque, per la cronaca, non è meno grave se invece di prendertela con un'educanda in pantaloni e collo alto molesti una ragazza che lavora come prostituta in strada. Non è possibile che passi ancora il concetto 'te la vai a cercare', perché chi davvero se la vuole cercare e ha ambizioni da escort di lusso o da scalata sociale per vie intrauterine, di certo poi non se ne va a lamentare.

CherryBlossom ha detto...

Un piccolo appunto per chi sopra ha scritto che si, in Italia le donne si prenderanno anche molestie gratuite sul posto di lavoro, ma in Inghilterra non si può ricevere neanche il minimo apprezzamento da un collega. Guarda, non hai capito niente ne' di cosa sia il sexual harassment ne' di come pensano gli inglesi. A riprova posso citarti il caso di ben quattro amiche che sono sposate con uomini conosciuti sul posto di lavoro (colleghi pero', non superiori). Sexual harassment non e' fare un complimento galante o invitare una collega (o un collega!!) a prendere un caffè. Sexual harassment e' continuare a tormentare la collega/il collega se per caso ti fa capire di non essere interessata, usare la propria posizione di potere per esercitare ricatti, fare battute da osteria e quanto altro.

Per chi invece invitava noi donne a tirar fuori gli artigli: hai perfettamente ragione, se parliamo di donne pero'! Qui sopra ci sono almeno una trentina di commenti di donne che hanno subito molestie di vario grado già da ragazzine (parliamo addirittura di scuola media, primi anni delle superiori). In questi casi, non spetterebbe anche agli uomini fare la propria parte? In fondo parliamo delle vostre sorelle, nipotine, figlie. E' questo il trattamento che volete per loro?

Alla tipa dell'holliwood non so neppure cosa rispondere. Ma magari che Wonder fosse felice all'idea di guadagnarsi due soldi (o anche di vantarsi con le amiche di aver visto questo o quell'attore famoso, che male ci sarebbe)? E poi chi ti dice che fosse vestita in maniera inappropriata?

cris ha detto...

veramente un post splendido

sissi ha detto...

pensi: mio dio che schifo.
e poi: ho fatto qualcosa per provocarlo?
e niente, li' uccidi il tuo femminismo dichiarato, senti l'imbarazzo E il senso di colpa, lo racconti ridendo alle amiche e non capisci che si', anche una palpeggiata è violenza, e mettersi in questione invece di riconoscersi vittima è il risultato della violenza in cui vivi...
sissi

Anonimo ha detto...

Oppure c'è un'altra interpretazione:
http://www.ilpost.it/makkox/2013/02/14/il-monaco/

antonella ha detto...

vi lascio questo link interessante
http://27esimaora.corriere.it/articolo/non-dite-a-noi-come-vestire-dite-a-loro-di-non-stuprare/

Anonimo ha detto...

...ce ne fossero di post come questi!
Su cui riflettere. Tanto.

SVEGLLIA RAGAZZE.

Serena C.

Daniele ha detto...

Ho visto il video e è stata una scena che dimostra che ormai abbiamo toccato il fondo. Non è solo il fatto in sé - di mettere in imbarazzo la ragazza - ma quello è un uomo ultrasettantenne che fa battute da 13enne, soprattutto è uno che concorre a guidare un paese e fa battutine ambigue per far ridere la platea e ottenere simpatia. Simpatia che ha ottenuto da quel branco di deficienti che ha riso e non ha fischiato.
Ci vorrebbe, però, una ragazza con le palle che rispondesse a tono a certe battute, svergognando il Berlusconi di turno a costo di perdere il posto.

Anonimo ha detto...

Adesso che abiti fuori dall'Italia lo capisci. Berlusconi e' stato votato ogni volta per la stessa ragione: perche' e' l'unico che incarna cosi' bene tutti i difetti degli italiani!
E' vero, anche le donne, in Italia, tendono a stare al gioco sessuale degli uomini italiani. Mi vengono cosi' tanti esempi in mente: a cominciare dalla ragazzina al bar che si lamentava del fatto che gli uomini italiani sono tutti alla ricerca di zoccole. La stessa ragazzina, 5 minuti dopo, chiedeva al suo capo se voleva il cappuccino con la "schiuma" con tono di voce sensuale e una risatina.
Adesso non mi ricordo tutte le espressioni che hai usato tante volte quando ancora abitavi in Italia... Ne riporto soltanto due che mi vengono in mente: "Figa" spaziale e "gnocca" da far paura... Ora le usi di meno. Londra ti sta facendo bene... ;-)
Mamma Emigrata a Boston per Motivi di Famiglia

Anonimo ha detto...

Adesso che abiti fuori dall'Italia lo capisci. Berlusconi e' stato cosi' popolare in Italia perche' incarna meglio di chiunque altro i difetti degli italiani!
E' vero, anche le donne, in Italia, tendono a stare al gioco meschino degli uomini italiani. Mi vengono tanti esempi in mente: a cominciare dalla ragazzina al bar che si lamentava del fatto che gli uomini italiani sono sempre alla ricerca di prostitute (lei le chiamava "zoccole"). La stessa ragazzina chiedeva poi al suo capo quanta schiuma voleva nel cappuccino con tono sensuale e risatina.
Quando abitavi in Italia, i tuoi posts erano pieni di "fighe spaziali", di "gnocche", di "mignotte", ecc. Mi ricordo di averti fatto notare che chiamare "gnocca" un'altra donna non e' molto rispettoso nei suoi confronti. Mi ricordo la tua risposta, simile a questa: "tranquilla anonimo, quella era proprio una gnocca" Da quando abiti a Londra, non usi piu' quelle etichette. Londra ha fatto bene ai tuoi posts. ;-)
A presto, Mamma Emigrata a Boston

Gianbumbi ha detto...

Questo post mi piace un sacco. Brava. Perché io anche oggi (e non sono una ragazzina) temo sarei incapace di reagire. Ed ogni volta che mi sono capitate cose del genere ho detto a me stessa: "mai più" e per giorni interi ho pensato alla reazione che avrei voluto avere, alle risposte che avrei voluto dare, in modo da arrivare "preparata" la volta successiva. Ma non si è mai preparati ad affrontare l'umiliazione di un "modo di pensare talmente radicato nei secoli da ammanettare il cervello" (cit. da Piovonorane). Hai proprio ragione: minimizzare è un modo di essere complici oltre che vittime.
Vorrei aggiungere altro, ma, in fondo, hai detto tutto l'essenziale.

Anonimo ha detto...

secondo me l'unico modo per uscirne è sconfiggerli con l'ironia, se gli "spettatori" riuscissero a trovare ridicoli i "monelli" e a vedere la piccolezza di certi atteggiamenti questi "passerebbero di moda". perchè è comunque più facile reagire con una battuta che andare apertamente contro corrente. però quando ti offendono la battuta e l'ironia non ci sono. vengono magari dopo, a pensarci. ed ecco i vari modi in cui le donne si fanno male per difendersi, dal torturare il proprio corpo a nascondersi dentro kili di ciccia e vestiti assurdi e compagni sbagliati. perchè essere attraenti è una colpa. perchè essere forti e belle fuori e dentro è una colpa. perchè sto delirando dalla febbre, ma queste cose fanno ancora arrabbiare come l'essere vessate sul lavoro e non potersi difendere, il ribellarsi ed essere licenziate, il non poter rispondere a tono al marito e tantissime cose che capitano ora come 50 anni fa. bruciano.basta!

Anonimo ha detto...

Ciao Chiara,
forse ti farà piacere vedere
qui
http://www.giornalettismo.com/archives/782065/angela-bruno-a-piazza-pulita/

Secondo Lucy ha detto...

Sembra strano, ma proprio ieri riflettevo sul 'se succedesse a me'? Riuscirei a rispondere? Riuscirei ad essere incisiva a farlo sentire piccolo senza però risultare maleducata? Non mi sono data una risposta, perchè in fin dei conti hai centrato il punto, tutto sta passando come qualcosa di normale, quasi come se in fin dei conti se ce la prendiamo siamo noi esagerate, poche ironiche e magari anche ingrate perchè non in grado di accettare un complimento.

So tra l'altro che l'argomento era più generale e non politico, però qualche settimana fa leggevo un interessante articolo di Simonelli, che riguardo al berlusconismo diceva un po' quello che scrivi tu. Alle volte i conduttori non si sentono in dovere di controbattere alle sue battute, piuttosto che frasi eclatanti dette con il sorriso, perchè credono che sia palese che stia esagerando, dicendo fesserie, strizzando l'occhio e recitando la parte che tutti ci aspettiamo metta in scena. In questo modo però il messaggio passa, sono in un certo modo complici.

In fin dei conti un'idea che può essere applicata a molte situazioni della vita.

Violetta ha detto...

Così, giusto per contribuire ancora alla discussione innalzandola di livello, vorrei riferire un episodio.
Come commento alla vicenda di Oscar Pistorius, su facebook, ovviamente da parte di un uomo, ho trovato postato il seguente messaggio "Starà anche in galera, ma quella troia le corna nn je le mette più..."
Quindi le donne si meritano non solo di essere molestate se si vestono in maniera sconveniente, perché l'abbigliamento sexy è sinonimo di disponibilità e accettazione di molestia verbale e sessuale, ma anche di essere uccise per il solo sospetto di tradimento.
Ciliegina sulla torta: é preferibile vendicare il torto subito e passare la vita in galera piuttosto che subire un tradimento. Togliere una vita, uccidere, viene considerato da un uomo un atto meno grave del tradimento della PROPRIA (perché considerata una proprietà, della quale fare ciò che si vuole) compagna.

Forse stamattina mi sono svegliata in pieno medioevo e non me ne sono accorta?

E se fosse stata lei a uccidere lui per lo stesso motivo, come avrebbe commentato la vicenda tutto il mondo?


Chiara Francioli ha detto...

Ieri ho letto un annuncio di lavoro per una posizione di interior designer. Nessuna domanda sull'eventuale competenza del candidato. Nessuna richiesta sui software utilizzati, a parte un troppo generico pacchetto office. Si richiede invece bella presenza, e l'annuncio ha tutti gli aggettivi al femminile.

Stasera uno dal motorino mi ha fischiato per un vestito rosso. Non sono nemmeno una bellezza. Il lattaio ha fatto lo scemo davanti alla moglie inviperita, per il solito vestito rosso. Al ginocchio.

Eh ma anche tu un vestito rosso... Di jersey di lana.

Alle medie ho denunciato una molestia pesante alla preside e diviso una classe. Risultato due alunni sospesi per due giorni, la mamma di uno dei due che mi chiama inferocita per aver compromesso la votazione di uscita del suo pupo che aspirava all'ottimo e mezza classe che non mi parla piu' perche' non so stare allo scherzo. Incluso il ragazzo che mi piaceva da morire ovviamente. Non so per quante notti non ci ho dormito, certa di aver sbagliato qualcosa. Io, ovviamente.

Mi dicono che l'Italia e' un bellissimo paese pieno di sole e che sono una vetero femminista che non capisce. Che stare a Roma e' una fortuna. Ma a me certe volte Londra mi manca come se ci fossi nata.

Anonimo ha detto...

oddio.che bello questo post. io ti seguo, ti leggo, mi fai soprattutto ridere. ma poi scrivi questo. di questa merda (scusa il francesismo). e ora sono le cinque e sono qui a chiedermi:cosa posso fare, come posso insegnare qualcosa alla mia bimba di dieci mesi?come posso prepararla a questo? a reagirea questo? a me è capitato, ho reagito come molte, con imbarazzo e silenzi. la via piú comoda? la via piû sicura? in fondo, quando sei a scuoka, essere prese di mira e bersagliate non è facile. e allora forse è meglio abbozzare e stare tranquille? non so, ma è sbagliato. non so, ma non voglio che capiti a lei.

Anonimo ha detto...

Mi dispiace aggiornare questa storia con questa scoperta triste
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/unangela-nellinferno-dei-media-angela-bruno-quella-dello-squallido-siparietto-col-banana-vieni-e-51362.htm

qui si vede il messaggio
http://www.dagospia.com/mediagallery/dago_fotogallery-76193/443640.htm

Certe volte mi deludono così tanto le donne.

letizia ha detto...

Ti ringrazio davvero perché mi fai sentire meno sola. Anche a me brucia ancora il fatto di non aver saputo reagire. Sul posto di lavoro innanzitutto. Due gli episodi che non riesco a dimenticare. La prima volta con un personaggio pubblico anch'io, che mi piaceva molto tra l’altro. Bene, questo mi toglie l’auricolare e mi dice all’orecchio una cosa che mi lascia di stucco. Ho fatto una delle dirette più brutte della vita mia. Per l’imbarazzo ero pietrificata. Quando riferisco il malessere a chi di dovere, ricevo solo una risatina in cambio. La seconda volta finalmente sbotto perché mi ero ribellata al saluto mattiniero del mio superiore, cioè pacca quotidiana sul sedere. E mi fermo qui, perché a parole era pure pesante. Bene, ad aggredirmi perché ero stata esagerata non sono stati solo i colleghi maschietti, ma le colleghe donne.Per molto tempo ho creduto di essere io quella sbagliata.

Lu ha detto...

Cara Wonder, mi fa piacere che tu abbia sollevato la questione. Ho provato lo stesso disgusto quando sono andata di corsa a cercare il filmato, perché volevo veramente capire che diavolo fosse successo, perché all'inizio non ci volevo credere. E nella pagina dove ho trovato linkato il filmato ho letto commenti di altre donne indignate (meno male!)... e... ahimé anche dei commenti maschili del genere: non capisco tutto questo chiasso, state esagerando...

State esagerando?!!??

E' a quel punto che ho capito che no, non ci siamo proprio, che abbiamo dei problemi culturali seri. Che il progetto educativo televisivo "donna-oggetto" è andato in porto. Non è a caso che in Italia ci sia un numero ridicolo di donne manager. Dove le donne sono le operaie ("Aaaah, sì! Le donne sono più precise.", mi hanno detto), e gli impiegati sono principamente uomini ("Eh sa, le donne sa vanno in maternità..!") Già, per questo finiscono gli studi più spesso e con voti migliori degli uomini, certo pensando di fare le operaie! Dove se provi a smentire un dirigente con prove sostanziali, ti incomincia a guardare con un sogghigno paternalistico come se fossi una povera idiota, cosa che non farebbe mai con un collega uomo. Questo è uno stato "shovinista", sicuramente più shovinista di tanti altri.

E il peggio è che sì: se ci ribelliamo ci sentiamo ancora in colpa. Orrore.

Quello che ho trovato ancora più offensivo è stata la dichiarazione subito dopo della Green Power, l'azienda. Ho letto la parola "lusingata"... Ma dico pure l'azienda?!?!

Ragazze non lasciamo che le nostre figlie diventino degli oggetti. Non lasciamo che pensino che la cosa migliore che possa succedere loro sia di fare le Veline. E se possiamo cerchiamo di reagire quando ci insultano. lo dico anche per me stessa, perché no, non è facile.

Che tristezza, è veramente una delle tante sfaccettature di un paese in declino... culturale.

"Ci insegnano, o ci autoconvinciamo che, in qualche modo, connivenza è accettazione da parte del branco." - Descrizione perfetta.

Carlotta Bensi ha detto...

Sono arrivata per caso a questo interessante blog e ho appena letto il post e i commenti. Non so , e' tutto sembrato un po' fuori dal mondo. Posto che Berlusconi ha atteggiamenti assurdi e cretini e che la sua idea di donna sia di un becero allucinante la signora non mi sembra impietrita dal disagio. Anzi con molta presenza di spirito gli risponde stando al gioco. Disagio sarebbe rimanere un attimo in silenzio, dire scusi? Impappinar si o altro. Il che non giustifica l' atteggiamento di Berlusconi, ovvio. Ne' vuol dire che lei ne fosse lusingata, altrettanto ovvio. Ma in imbarazzo no. E qualunque essere pensante in quel momento l' ha preso per un cretino.
Sono invece sconvolta da ciò che molte di voi scrivono. Avete subito molestie e, dopo un primo momento di comprensibile immobilismo non avete fatto niente? Per mantenere il posto di lavoro o perché vi sentivate in colpa? Scusate, ma qui il problema allora non è' il maschio italiano o quello inglese, ma le donne italiane e quelle inglesi. Se noi per prime non ci ribelliamo, e, nel caso di conseguenze negative sul lavoro, non ci rivolgiamo alla legge nulla cambierà' . Che poi quelli che si comportano così sono vigliacchi, se ti fai vedere forte e determinata arretrano alla velocità della luce. Provare per credere.

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